| Convegno Ippovie Toscane – il futuro del turismo rurale |
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| Giovedì 21 Gennaio 2010 14:48 |
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di Mario Massolini Si è concluso ieri presso il museo Stibbert di Firenze il convegno sulle Ippovie Toscane. L'iniziativa, organizzata a livello interregionale, abbina l'equitazione alla riscoperta del territorio regionale a stretto contatto con l'ambiente naturale, proponendosi di migliorare e promuovere l'offerta turistica in questo settore. Un momento di riflessione davvero molto ben organizzato con ritmi e durata degli interventi che hanno permesso sintesi di alto livello. L'ambientazione, in u contesto cosi particolare, ha permesso ai presenti di intervallare la giornata con la visita al museo dando al convegno stesso un tocco di rara eleganza.Moltissimi gli argomenti trattati in cui il turismo rurale ed il cavallo ed il concetto di ippovie hanno fatto da padroni. Ippovie, che contribuiscono a incrementare il turismo equestre per la gioia degli amanti del cavallo, ma anche dell'economia locale, coinvolgendo Gruppi di azione locale, Comunità montane, il sistema costiero e insulare, oltre a enti locali, comuni e province che vedono nel percorso un'opportunità determinante per dare slancio a un turismo sostenibile e attento alla salvaguardia dell'ambiente.
L' importanza di sviluppare forme alternative al turismo tradizionale, come sottolineato dall' Assessore Paolo Cocchi, ha anche lo scopo di decentrare masse di utenti verso mete alternative e ricche di interesse. Solo la regione Toscana conta un turn over di 40.000.000 di presenze anno e l' obiettivo deve essere di indirizzare questo quantum verso mete che siano meno inflazionate dei litorali o delle città d' arte in modo da dare impulso a realtà rurali di altissimo livello. Il cavallo deve essere visto come fulcro di una cultura rurale, aggiunge l' amico Mario Lupi, delegato Regione Toscana e membro dell' uff. Pres. Ass. Europea Vie Francigene. Il Dr Mario Lupi, al quale rinnoviamo a nome personale e di tutta la FITETREC-ANTE le condoglianze per il lutto che lo ha colpito la notte antistante il convegno, ha voluto essere presente per dimostrare l' importanza dell' impegno che si sta dedicando allo sviluppo delle vie cavallabili utilizzando la Via Francigena come "autostrada" nel progetto della viabilità equestre europea. Il cavallo come motore per il cambiamento verso un turismo emozionale che permetta di percorrere il territorio in modo lento. In un sistema italia dove è facile ipotizzare che entro il 2020 il turismo sarà l' azienda trainante, il cavallo e lo sviluppo delle ippovie devono essere viste come infrastruttura di un sistema rurale a largo raggio. Daniela Venturi, Presidente FITETREC-ANTE Toscana ha sottolineato l' importanza del ruolo che la Federazione ha avuto ed ha nel progetto di sviluppo sopraccitato che vuole vedere la Toscana come capofila delle ippovie legate al fascio Francigeno. Il discorso viene ripreso anche da Stefano Tacconi , Vicepresidente FITETREC-ANTE Toscana e Vicepresidente dell' Ass. Toscana Vie Francigene, per sottolineare l' importanza di fare gruppo su un progetto di lavoro univoco facendolo sviluppare da chi sul territorio ci vive senza farlo calare dall' alto. Tanti sono stati i ringraziamenti diretti ed indiretti al lavoro svolto congiuntamente tra la Federazione e il team leader Mario Lupi che ha fortemente voluto il cavallo al centro del progetto. Importantissimi anche gli interventi di Gianluca Bambi, che ha sottolineato l' importanza dei progetti legati alle università dando esplicazione di alcuni esempi tramite slides cosi come l' intervento della Dott.sa Sabrina Brusato, Presidente Ass.Toscana Vie Francigene che ha sottolineato l' impotanza di promuovere a livello internazionale quanto si è fatto e si sta facendo sull' argomento. Importante per la Toscana l' intervento di Ermanno Bonomi che ha fatto in modo chiaro una fotografia della situazione inerente gli incentivi a disposizione sul territorio cosi come l' intervento di Elena Farinelli che ha parlato di promozione e web Marketing. Di altissimo interesse ed impatto l'intervento di Fausto Faggioli che ha riguardato le importanti caratteristiche del turismo equestre come strumento di valorizzazione del territorio all'insegna della sostenibilità, cos'è il turismo equestre e chi sono i turisti appassionati di questo mondo, analizzando anche il mercato sempre più emergente. "Il turismo equestre è una pratica dell'equitazione non competitiva che si combina con l'esplorazione del territorio, favorisce un viaggiare lento, immersi nella natura, avendo la possibilità di incontrare l'ambiente rurale fatto di storia e sapori antichi. L'ambiente ideale per il turismo equestre è un ambiente naturale e ricco di storia." -è questa la nuova mission della nostra federazione, prosegue Fausto- "Il turista equestre è uno sportivo professionista ma anche dilettante, è necessaria una buona preparazione fisica, familiarità con la disciplina dell'equitazione, per viaggiare in sicurezza. È proprio sulla sicurezza e sui servizi che bisogna puntare per allargare il più possibile il target". Il turismo equestre può essere uno strumento di sviluppo sostenibile e di valorizzazione del territorio in quanto:
Dall'analisi del mercato, si nota che il turista equestre ha età compresa tra i 25 e 65 anni, è interessato alla natura, alle tradizioni e al cibo, ama fare una moderata attività sportiva e tende a coinvolgere i propri familiari. In Italia 60-65.000 cavalieri praticano turismo equestre e 320.000 fanno passeggiate a cavallo. La relazione profonda fra l'impresa di Turistica Equestre ed il contesto territoriale genera vantaggi per entrambe, attraverso la capacità da parte delle aziende pubbliche e private di valorizzare le risorse culturali, naturali ed ambientali, nell'ottica moderna di Turismo Rurale. Non sto a menzionare tutti gli interventi che sono stati comunque di alta levatura e di sicuro interesse ma tengo a sottolineare che il progetto ippovie Toscane deve essere preso come prototipo, o meglio come campione funzionale per lo sviluppo di progetti simili in altre regioni. Purtroppo, ogni regione d' Italia ha sue specifiche priorità su cui lavorare ma l' attenzione verso lo sviluppo di un turismo rurale sostenibile non deve essere abbandonato. Alcuni numeri che possono aiutarci a capire: in Italia si stimano 250.000 binomi che praticano sport equestri, dice Ermanno Bonomi, di cui circa il 35% amazzoni. Di Questi, come specificato da Fausto Faggioli si stima che 65.000 pratichi Turismo\ Escursionismo Equestre con tragitti di almeno tre giorni il che si traduce i un indotto sull' economia di circa 6 miliardi di euro \ anno che si distribuiscono per un 65% in agriturismi, per un 22% in associazioni equestri e per un 13% presso centri ippici specializzati. Numeri che sicuramente meritano attenzione. Credo personalmente che sia stato un convegno davvero ben riuscito e che ha sicuramente dato anche ai partecipanti da regioni diverse della Toscana, come il sottoscritto, la possibilità e lo spunto su cui riflettere e agire per un futuro del turismo equestre che vedrà sempre la FITETREC-ANTE come protagonista. Ringraziando gli amici della Toscana per il cortese invito porgo a tutti il mio cordiale saluto M.Massolini Presidente FITETREC-ANTE Lombardia |



