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Fitetrec-Ante in Cina: il consigliere Faggioli relatore sul turismo rurale alla Tongji University PDF Stampa E-mail
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Martedì 07 Settembre 2010 09:08

In questi giorni il consigliere nazionale Fitetrec-Ante Fausto Faggioli è stato chiamato a rivestire l'importante ruolo di relatore all'Expo Universale di Shanghai 2010 - Padiglione Italia e Tongji University - in una serie di convegni e seminari dedicati allo sviluppo rurale.

Faggioli presenterà anche ai tour operator cinesi specializzati nella fascia alta del mercato del turismo a tema culturale, enogastronomico, sportivo, artistico e wellness il modello innovativo promosso dalla Federazione italiana turismo equestre e trec Ante e basato sull'integrazione fra attività sportive, benessere fisico, ospitalità, tradizioni, alimentazione biologica e qualità dell'ambiente. L'obiettivo degli incontri è promuovere la valenza - e soprattutto l'eccellenza - di quell'Italian Style fatto non solamente di tecnologia e alta moda bensì inteso come un vero e proprio stile di vita che valorizza e tutela tutto quanto presente su un distinto territorio.

«Nel corso di tutti i seminari in cui sarò relatore - ha dichiarato Faggioli alla partenza per la Cina - darò visibilità all'importante lavoro che la nostra Federazione ha svolto in questi anni. Sarà un'opportunità preziosa, un palcoscenico mondiale, una platea di respiro internazionale alla quale presenterò i molti progetti realizzati. In primis quello delle Ippovie, "motore" che ha dato il via sul territorio a una miriade di progetti correlati. Ma non mancherò di sottolineare l'importanza fondamentale della collaborazione con le imprese del territorio stesso, il recupero e la valorizzazione dei percorsi secondari già esistenti, la creazione di una rete escursionistica per gli appassionati del trekking, i corsi di perfezionamento per gli sport a diretto contatto con la natura e, non ultimo, l'utilizzo innovativo del Gps applicato al turismo equestre. A Shanghai la prestigiosa Tongji University terrà a battesimo, nelle sue sedi, molti degli eventi inseriti nel fitto calendario dell'Expo fra cui uno, in particolare, che da italiani, deve renderci orgogliosi: l'entrata nel patrimonio mondiale dell'Unesco della Dieta mediterranea. È questo un valore straordinario e unico della nostra Penisola, simbolo universalmente riconosciuto e apprezzato di questo stile alimentare basato sul consumo di prodotti tipici e di preparazioni sane e salutari in momenti conviviali. Si tratta di conoscenze e competenze trasmesse da generazione in generazione e frutto della biodiversità che per l'Unesco rappresentano qualcosa di unico al mondo, che va salvaguardato al pari dei beni materiali. E questi sono i valori fondanti anche per la nostra Federazione, da sempre impegnata nella valorizzazione del territorio sotto tutti i suoi più vari aspetti partendo dalla cultura del cavallo, in particolare di quelli appartenenti alle molte razze italiane allevate in biodiversità».


«In collaborazione con i Gruppi di azione locale e gli enti pubblici e privati - ha aggiunto il presidente federale Alberto Spinelli - la Federazione italiana turismo equestre e trec Ante intende contribuire a rafforzare l'identità, la tipicità e la competitività dei territori rurali attraverso la qualificazione delle risorse naturali, del paesaggio, delle sue produzioni e delle sue attività economiche. L'identità, le tradizioni e la cultura che ogni territorio possiede rappresentano una grande opportunità per lo sviluppo delle attività ippoturistiche e, attivando un circolo virtuoso legato alla loro valorizzazione, si favorisce uno sviluppo endogeno del territorio nel quale il binomio uomo-cavallo è vincente. Impiegato per scopi turistici, nel pieno rispetto dell'ambiente, il cavallo diventa il fulcro di una valorizzazione che, come indotto, comprende anche l'agricoltura e le imprese rurali. Il ruolo ambientale, culturale e paesaggistico svolto dall'attività rurale è oggi infatti ampiamente riconosciuto, anche a livello istituzionale, come importante volano di attività complementari, che superano il concetto del mero conseguimento di produzioni agroalimentari».

«Si deve infatti all'attività rurale - ha concluso Spinelli - la presenza e la preservazione di habitat con flora e fauna endemici, di testimonianze culturali e artistiche, di viabilità e di sistemi colturali che, nel loro insieme, concorrono ad accrescere l'apprezzamento del territorio e dell'ambiente da parte di un crescente numero di viaggiatori interessati a un turismo sempre più verde e sostenibile. Questa sinergia fra valori materiali e immateriali gioca un determinante ruolo sociale, ma soprattutto economico, per quelle imprese disposte a impegnarsi sulla integrazione del reddito con attività complementari realizzando il concetto di multifunzionalità. Concetto, questo, che viene attribuito a precise realtà capaci di integrare agricoltura, turismo, allevamento e terziario e che continuamente scoprono, o meglio, ritrovano e nobilitano, attività complementari integrabili nell'ottica della filiera agricoltura-turismo-ambiente-cultura».